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MAGIC HOLE _ Kartell

20 aprile 2018 No Comment

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Magic Hole è un divano a due posti dalla silhouette asciutta, dalle superfici diritte che terminano in curvature ben arrotondate e delle sottili gambe a sezione. Good Design Award 2011.

La linearità degli articoli viene contrastata ed esaltata da un originale dettaglio stilistico: una “tasca” svasata, ton sur ton in bianco, grigio o nero, oppure a colore in contrasto (giallo, arancio, verde), ricavata dalla sagoma vuota all’interno di entrambi i braccioli. Comodo, leggero, resistente agli urti e agli agenti atmosferici, Magic Hole è perfetto per l’utilizzo outdoor, ideale per arredare un giardino, un terrazzo, un bordo piscina o il déhors di un locale pubblico.

Disponibile anche la poltroncina

Materiale : Polietilene colorato in massa

Dimensioni :

Cod.6046 Poltroncina : L.68 – H.72 – P.69

Cod.6045 Divano : L.140 – H.72 – P.70

Colorazioni Disponibili : 

Opachi : A3/Bianco-Verde,A4/Bianco-Arancio,C3/Grigio-Verde,C4/Grigio-Arancio,                      E3/Nero-Verde,E4/Nero-Arancio

Prezzo di listino 6046: €434,00                                                                                                               

 

Prezzo di listino 6045: €625,00                                                                                                               

 

 


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Kartell
Nel 1949 un ingegnere chimico italiano, Giulio Castelli, decise di costruire qualcosa di utile con la plastica, un materiale che allora non aveva ancora trovato diffusa applicazione. Nacque così, con la collaborazione del designer Gino Colombini, una delle aziende italiane più riconosciute al mondo: la Kartell.
Negli anni 60-70, epoca d’oro per la plastica, la Kartell diventò un simbolo del design italiano, entrando anche nella collezione del MoMA. Nel tempo si avvalse della collaborazione di nomi come Gae Aulenti e Ettore Sottsass, e poi Antonio Citterio, Ron Arad e Philippe Starck, autore della famosa sedia “Louis Ghost”, della quale ha detto: “In realtà, io in pratica non ho disegnato la sedia: è venuta fuori dalla memoria collettiva del mondo occidentale. Si è progettata da sola”.

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